Dopo un bel po' di tempo sono tornato. E non sono più il diciottenne depresso e insoddisfatto di prima. Ve lo giuro. Ora sono un diciannovenne depresso e insoddisfatto. Ma ultimamente ho trovato nuove chiavi di lettura estetizzante di quello che normalmente è il nostro concetto di sofferenza. In particolare i miei ultimi giorni sono stati segnati da una scelta, la scelta del sacrificarmi consciamente a una causa che ammette ben poche possibilità di successo o di cercare di rifuggire quest'ossessione e continuare una vita che ha ben pochi motivi per essere continuata. Immaginate di sentire con ogni vostra forza che c'è una persona con la quale potreste condividere l'eternità. E immaginate che questa persona sia così palesemente bendisposta nei vostri confronti. Completate il quadro con la certezza umana del sapere che questa persona non può amarvi perchè la natura vi ha dato una Y al posto di una X. Vi farete una vaga idea di cosa la mia vita è stata per quattro anni, e di cosa sta per succedermi di nuovo. Chi mi vuole bene (e anche chi non me ne vuole) mi ha sempre consigliato caldamente di rifuggire queste situazioni non meno di quanto un malato di tubercolosi possa rifuggire la sua curiosità di vedere un iceberg. Eppure io sto facendo la scelta opposta. Non è per noia o incoscienza, so bene a cosa si va incontro in questi casi. Ma lo voglio. C'è qualcosa di più bello di chi si sacrifica silenziosamente, senza che nessuno possa vedere la sofferenza, come un gatto che sente avvicinarsi gli ultimi momenti, o la neve che cade dove l'uomo non ha mai messo piede? Se qualcosa può, nel dolore che porta, essere così profondo, cosa c'è di più puro che andargli incontro lentamente, scalzi e vestiti di bianco? C'è chi ha detto "l'amore è per i forti, tutto il resto è coppia". Non c'è stata volta in cui questa citazione non abbia sollevato le proteste isteriche di chi mi circondava. Toccati sul vivo? C'è chi queste cose non le può provare e non le proverà mai, ma costoro riescono davvero a godersi quello che hanno? Che gusto avrebbe il frutto per noi più dolce nella bocca di un bambino che sta per morire di fame?



