Nel caso qualcuno degl ipotetici lettori di questo blog (tra cui il mio amico immaginario Caronte che saluto cordialmente) si fosse perchance chiesto se il sottoscritto fosse mutato in spirito, è con grande cordoglio che devo smentire. Condoglianze o mondo, sono ancora vivo, anche dopo il primo anno di medicina a pisa. Frattanto qualcosina è successo. Anche più di qualcosina, ma, si sa, il tempo è come il dietor, fa finta di addolcire, per cui mi limiterò a quanto ancora possa essere ricordato con sufficiente vigore da meritare esposizione. Tra l'altro: o formulo frasi più lineari, o non so chi si prenderà la briga di leggerle. Solo che sarebbe come tradursi. Tutto sommato è inquietante vedere che io penso in questo modo. Al di là di questo, il menu del giorno prevede come piatto forte la morte. Che culo, eh? Più che di quella fisica, che userò come punto di partenza, mi riferisco al concetto di annullamento in sè. Cos'è che chiamiamo morte fisica in generale? Se rappresentiamo la vita umana come timeline, chiamasi morte il momento in cui la totalità della linea si trova nel passato, e la quantità di linea ancora da percorrere è pari a zero. Astraendo dall'immanente (sentite che paroloni, sono un ometto ormai!) possiamo vedere il concetto di morte, in generale, come punto di termine finale in cui il "da farsi" non esiste più. Non c'è nulla più da fare, nulla più da vedere, nulla più da risolvere: in definitiva nulla più da vivere. Ed è qua che volevo arrivare. Il principio è lo stesso per cui l'anziano, conscio appunto di questa situazione, vive principalmente quello che è stato il passato, il suo passato, ovvero la sua vita, e poco è toccato dal presente. Generalizzando il punto di vista, si può dire che qualunque istituzione (dall'individuo in sè, alla religione, al folklore) preveda l'esistenza di varie età dell'oro/periodi aurei/bei tempi andati/el dorado/si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio e via dicendo, abbia come risultato principale l'avvilimento del soggetto senza alcuna contropartita. D'altronde, cari ragazzi, se uno è ottimista deve vedere la scala come crescente. E pertanto niente rimpianti. Ma senza arrivare all'ottimismo, che comunque può sconfinare (e spesso lo fa) in una stupida superficialità (enneatipo 7 estremizzato), basilarmente basterebbe chiedersi se questi el dorado sono esistiti davvero. Mi spiego: penso al liceo. Istintiva reazione: ah il liceo (occhi lucidi). Tempo tre secondi di riflessione sui fatti e già mi si contorce lo stomaco al pensiero di cosa fattualmente è stato il liceo, quando l'istinto sarebbe stato quello di ripensarci in altro modo. Un po' perchè il passato, come ho già detto, edulcora, e un po' magari perchè condizionato dall'immaginario collettivo, in cui il liceo è appunto un confuso ricordo più o meno piacevole in cui si viveva in uno stato socialmente vegetativo (le basi relazionali e non di più, gente chiusa tra due valve di superficialità e leggerezza,gente che vede solo la madreperla che le tappezza) tutti felici ammucchiati e contenti. MA NU CAZZ' TANT'! Io mi chiamo fuori da questo mondo! Nella maniera più assoluta! E invito tutti i presenti a riflettere attentamente a riguardo, prima di passare il tempo a rimpiangere non si sa bene cosa, prima che il pessimismo diventi una scusa per tirarsi indietro ed evitare il rischio. E ve lo dice uno che se di certe cose tirasse le somme e le estendesse induttivamente a legge universale, altro che strage e suicidio, un cosmicidio non sarebbe abbastanza! Valutiamo anche l'altra ipotesi: avevo la mia bella casetta in cui vivevo felice, un giorno si è aperto un crepaccio e me l'ha avidamente ingoiata, ora vivo sotto i ponti. Ergo? Qualcuno sa tornare indietro nel tempo? Il sottoscritto no. E la paura di un altro terremoto rende veramente conveniente vivere sotto i ponti?
Con questo mi avvio alla conclusione, aggiungendo che la causa di questo estivo mare di amarezza è stata l'impossibilità di fare qualcosa per una persona che in questa situazione ci è cascata e rimasta incastrata. Nihil sub sole novi, sono sempre queste le origini di questi sfoghi, chi mi conosce lo sa bene. "Eh ma tu ci investi tutto subito senza valutare le possibilità di successo". Si, sono così. E in quanto tale non posso fare altrimenti. Tanto sono io che la pago, mica voi. No? Questa volta, ammetto di essermi stupito non poco io stesso, l'ho pagata salata come le pagavo salate prima. All'inizio non avevo idea del perchè, ero fuori di me e ciò che acuiva la cosa era che non ne capivo il perchè. Dopo l'autopsia le cause si sono rivelate le seguenti: primo, la persona era particolarmente vicina a quello che ritengo essere il prototipo adatto a me, sotto vari e non pochi punti di vista, e la mazzata è stata pertanto pesante. Secondo (la più potente delle quattro), la persona era molto abile nel comunicare col sottoscritto, e per il passato crollo suo mi sono trovato a rodermi pesantemente anche io. Terzo (quello che ha reso tutto soffocante), il sottoscritto era, conseguentemente al primo punto, totalmente impossibilitato a fare qualunque cosa che potesse servire/essere utile/giovare alla persona in questione. Quarto, ma pur sempre rilevante, ho avuto la brillante idea di vomitare tutto una settimana prima di un esame grosso con incorporata grossa ansia. E questo è stato un errore che potevo evitare. Con questo chiudo, anzi, sapete cosa vi dico, ora me ne vado al mare a lucertolarmi a san terenzo.
Con questo mi avvio alla conclusione, aggiungendo che la causa di questo estivo mare di amarezza è stata l'impossibilità di fare qualcosa per una persona che in questa situazione ci è cascata e rimasta incastrata. Nihil sub sole novi, sono sempre queste le origini di questi sfoghi, chi mi conosce lo sa bene. "Eh ma tu ci investi tutto subito senza valutare le possibilità di successo". Si, sono così. E in quanto tale non posso fare altrimenti. Tanto sono io che la pago, mica voi. No? Questa volta, ammetto di essermi stupito non poco io stesso, l'ho pagata salata come le pagavo salate prima. All'inizio non avevo idea del perchè, ero fuori di me e ciò che acuiva la cosa era che non ne capivo il perchè. Dopo l'autopsia le cause si sono rivelate le seguenti: primo, la persona era particolarmente vicina a quello che ritengo essere il prototipo adatto a me, sotto vari e non pochi punti di vista, e la mazzata è stata pertanto pesante. Secondo (la più potente delle quattro), la persona era molto abile nel comunicare col sottoscritto, e per il passato crollo suo mi sono trovato a rodermi pesantemente anche io. Terzo (quello che ha reso tutto soffocante), il sottoscritto era, conseguentemente al primo punto, totalmente impossibilitato a fare qualunque cosa che potesse servire/essere utile/giovare alla persona in questione. Quarto, ma pur sempre rilevante, ho avuto la brillante idea di vomitare tutto una settimana prima di un esame grosso con incorporata grossa ansia. E questo è stato un errore che potevo evitare. Con questo chiudo, anzi, sapete cosa vi dico, ora me ne vado al mare a lucertolarmi a san terenzo.



