17/12/2006
E ora facciamo il punto della situazione, caro Neith

Allora, hai un esame tra tre giorni, sono mesi che lo prepari, hai già fatto tutto più e più volte, ma tutto non sai, e non ti sembra abbastanza. Oggi non sei riuscito a concludere un tubo, tra poco ti leghi alla sedia e stai su fino alle cinque, tanto domani niente corsi, sono finiti. Intanto l'ansia ti divora, hai già da tutto il giorno mal di stomaco, nausea e il freddo alle estremità tipici della scarica di massa ortosimpatica con tre giorni di anticipo. Come sempre, non sei cambiato di una virgola, non sei riuscito a migliorare nulla. Inoltre questo ti rende decisamente intrattabile, torna fuori la tua insicurezza e cerchi conferme dovunque tu le possa ottenere. Sei il solito.

Tutto questo nervosismo porta il tuo sarcasmo a livelli da sit-com, specialmente nel weekend, uscire con te è come uscire con Daria™, le migliori le trascrivi anche sull'agenda, peggio di C.C. Babcock, vomiti pugnali di vetro. Sei sempre il solito.

Oh e proprio ora stai di nuovo messaggiando con un tuo trascorso che di tanto in tanto si fa risentire, rivedere e soprattutto ritoccare. Ti sta facendo tornare in mente giugno scorso. Sai benissimo che ci vai ancora letto solo per cercare una conferma di te stesso, dopotutto le scuse ce le hai: tu sei single, lui pure, è lui che propone la cosa quindi hai anche la coscienza a posto sapendo che non gli fai del male. E questo non succede solo con lui. In questo non sei sempre il solito, ma era una prevedibilissima evoluzione del tuo carattere, prima giocavi al piccolo santo che cerca solo l'amore vero in modo da poterti sentire infinitamente più nobile del resto di questo triste mondo malato, poi dopo qualche anno ti sei arreso miseramente anche tu.

Giusto, parliamo un po' della tua vita sentimentale: giri per spezia e rivedi le cose che succedevano un anno fa con luca, tremi all'idea che si faccia risentire e sai bene che prima o poi succederà e dovrai dirgli di no. Eh già, di no, anche se ti deve ancora ridare quel cd. Non vorrai mica ricominciare la solita storia, anche se sei sufficientemente stupido da non aver ancora capito che aria tira.
Il tuo presente poi fa acqua da tutte le parti, se fossi anche solo un minimo furbo daresti ascolto a TUTTI i tuoi amici che ripetono in coro una cosa sola anzichè vedere l'ennesimo replay della tua mancanza di amor proprio nel gestire una situazione a cui, non si sa bene nè come nè perchè, ti sei interessato decisamente troppo per quello che ti dà. Inoltre nella tua suprema inettitudine ti stai facendo scrupoli di non dare troppe illusioni a chi sai tu, quando in realtà te la potresti cavare con molta più leggerezza. Sei sempre il solito? No, sei peggiorato, perchè ogni volta che reiteri questi comportamenti, a fronte di un passato che aumenta costantemente di volume, sei sempre meno logico.

Ah già, tutta questa ansia e questo sconforto ti fanno passare ore a rispolverare tutta la discografia metal del tuo immenso porta cd, ascoltando per ore (e anche adesso) lagne struggenti -cantate da soprani- di vergini che muoiono sulla tomba del loro amato, paesaggi nordici, esseri mitologici inesistenti o giovani contadini che vendicano la morte della loro amata bruciando vivi i preti che le hanno usato violenza. Stai forse regredendo ai 17 anni?

Sei sempre il solito
postato da: Neith alle ore 23:40 | Permalink | commenti (1)
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17/12/2006
Copio e incollo due post dal tentativo di nuovo blog che ho effettuato su msypace

Uno:

Ed ecco che finalmente invado anche myspace...avrei un po' di cose da scrivere, ultimamente la mia attivita corticale cerebrale è particolarmente intensa. La prima che mi viene in mente è la seguente: avete fatto caso che in inglese (e suppongo anche in altre lingue) non c'è differenza di espressione tra "amare" e "voler bene"? E' una gradazione (se di gradazione si tratta) che abbiamo solo noi neolatini a quanto so. La differenza mi pare fosse Catullo che l'aveva già sottolineata ("amare" vs. "bene velle"). Però pensate un po': gli inglesi dicono "I love you" alla mamma come al papà, alla concubina, all'amante, al cane, alla loro collezione di farfalle. E lo dicono anche per esprimere gradimento generico per qualsiasi cosa, come che so, il bloody mary. Questa è pansessualità linguistica. Ma secondo voi amano tutto o vogliono bene a tutto?

Pensiero numero due: c'è un sentimento che non riesco a definire. Queste riflessioni nascono di notte, a casa di una mia amica, vicino ad un bosco. Pensavo: perchè ho paura ad entrare nel bosco di notte? La prima risposta che mi ha dato una cara persona è stata: perchè sai che è abitato da animali, è buio e non vedi quello che succede. Ma non è così! E' diverso: un conto sarebbe se mi trovassi catapultato che so, in una gabbia con una pantera dentro (tanto lo so che prima o poi mi succederà anche questo...), in questo caso saprei esattamente di cosa ho paura: la pantera è un predatore, e io rappresento un aperitivo più che gradevole, può uccidermi o quantomeno aggredirmi, il pericolo è questo. Ma il bosco non è così. Il bosco di Campiglia (SP) non è certo abitato da predatori o animali pericolosi (tranne la mia amica e famiglia), e io questo lo so bene. Tuttavia la sola idea di trovarmici in mezzo mi provoca un senso di angoscia incredibile: la differenza sta nel fatto che io non so COSA mi provochi questo stato. Non c'è nulla di preciso di cui avere paura, non è una paura localizzata, non so da dove arriva. La stessa sensazione la provavo (o la provo ancora?) da piccolo, nel guardare il punto in cui navi, barche e pontili spariscono sotto l'acqua, ma in questo caso sapevo che QUESTO era ciò che me la provocava. Una volta sola mi è successo di provarla senza il minimo stimolo, ma era un periodo in cui ero decisamente stressato. Che cos'è questa sensazione così totale? E' panico? E' angoscia? Come si chiama?

Due:

(trascrivo da una mia mail)
ti devo rispondere via mail al messaggio di [_____] perchè per colpa di un gargalù che vuole a tutti i costi una mia foto senza veli ho finito i messaggini...
 
niente di che, semplicemente sono tornato da una settimana a edimburgo e il rivedere l'italia, anzi, gli italioti mi fa venire voglia di suicidarmi. Pensare che sono ancora confinato a questo paese di merda mi mette seriamente di cattivo umore, sai quando ti cala istantaneamente ogni forma di entusiasmo?
 
Lassù, nel grande NORD (putroppo la mia famiglia materna se non nella politica è riuscita almeno nell'estetica a farmi diventare spudoratamente arianofilo) è tutto diverso. E non parlo del clima o dell'architettura delle città, parlo della gente. Là è normale sedersi a un tavolo con altre persone, iniziare a chiacchierare e stare assieme tutta la sera. E non mi sto riferendo al sottoscritto da solo in un locale gay, mi sto riferendo a me più il mio amico e la mia amica in qualunque tipo di locale. Qualunque. La gente è socievole, aperta, le ragazze non pensano che tu ci voglia provare a ogni piè sospinto, nè lo fanno i ragazzi. Se attacchi bottone non pensano che tu sia un criminale/ladro/assassino/trafficante di robiola/ecc., la è NORMALE. E se non attacchi bottone tu lo fanno loro con te. Non lo so, sarà che lassù bevono tutti di più, sarà che devono compensare il clima freddo, sarà quello che vuoi ma IO sono fatto per stare là. E se non proprio là di certo non in italia.
 
fanculo a tutti gli italiani
 
cordialmente
 
Corrado
postato da: Neith alle ore 22:30 | Permalink | commenti
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