09/07/2007
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29. Credi nella magia?
no

30. Sei generoso/a?
mediamente penso di esserlo abbastanza

31. Sei disponibile?
ecco, qui con tutta la banalità del caso rispondo davvero: "troppo"

31. Preferisci climi freddi o quelli caldi?
assolutamente freddi

32.Credi che il domani sia migliore?
si, hai più esperienza dalla tua

33.Quando pensi alla situazione che vorresti vivere con la persona che ami cosa vedi?
la madonna di lourdes

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postato da: Neith alle ore 20:37 | Permalink | commenti
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04/07/2007
Pronti con un nuovo smelagnone letale di cui non importa niente a nessuno! Siiii! Ma mi sento ispirato, e devo scrivere, ho quest'idea che mi sgomita dentro e deve essere sviluppata! Andando subito al sodo, il nocciolo è questo: perchè generalmente tendiamo a innamorarci quasi sempre della stessa (o delle stesse, nel mio caso sono più di una) tipologie di persone? Presupposto da accettare: esistono categorie umane. Ma in fondo lo sappiamo tutti che esistono, è banale. Gli stereotipi in testa li abbiamo e li conosciamo già. Ora non dico che tutti gli appartenenti a una certa categoria debbano essere uguali fatti con le formine dei biscotti, però se uno ci pensa un attimo non c'è niente di strano: una certa forma mentis ti porta in modo quasi inevitabile a scegliere un determinato stile di vita e ad adeguartici anche nelle cose più banali, come il carattere, il modo di vestirsi, i gusti, quello che ti piace fare. In fondo non esisterebbero discipline come la psicanalisi se gli esseri umani non fossero psicologicamente suddivisibili in categorie. E una volta che la psiche è di un certo tipo da lì discende tutto il resto. Bene, posto ciò: il problema era perchè tendiamo a lasciarci trasportare da individui che ricadono, a quanto ho potuto osservare su di me e su chi popola il mio mondo, in una o al massimo due di queste categorie. Risposta banale: perchè ci sembrano i tipi giusti per noi. Replica acida: questa è una stupidissima tautologia. Perchè ci sembrano i tipi giusti per noi? Il punto a cui voglio arrivare è questo: per me è utile indagare il primo grosso innamoramento. Quello che ti fa scoprire cosa c'è sotto l'iceberg della tua psiche, quello che ti destabilizza e getta così le basi per la tua crescita, facendoti capire che per il resto della tua vita avrai anche delle emozioni da gestire, oltre al mondo delle regole e delle convenzioni che ti hanno insegnato negli anni appena precedenti. Ora, il punto su cui ragionavo è questo: ci sono due possibilities:

- il primo innamoramento è una roulette, cadrà su un determinato tipo di persona e questo ti lascerà un imprinting per tutta la vita per cui ricadrai sempre sulla stessa tipologia umana. Un po' come Lorenz e l'ochetta martina, che ho sempre trovato una creaturina amabile.
-oppure: il primo innamoramento è semplicemente l'espressione di qualcosa di già deciso che c'era prima, di una compatibilità con certe categorie che era già in te.

Nel secondo caso il valutare la prima scuffia sonora che ti prendi è perfettamente inutile. Diventa semplicemente una delle tante, senza particolare influenza sulla tua formazione -mmmh dove cazzo sono le sigarette?-. E' una cosa strana. Nel senso che se fosse effettivamente così, almeno qualche avvisaglia la si dovrebbe poter rintracciare anche prima, non dico come sospiri e languori e scolorocci il viso e balle varie, ma semplicemente come affinità, amicizie o simpatie. In questo caso serve fare un tracciato psicologico dell'individuo sin dall'infanzia. E ho solo me come esempio, anche le persone che conosco meglio non le conosco sin da quando erano bambini. Senza contare che quando sei piccolo piuttosto che metterti a parlare di certe cose e ammetterle ti sfili una safena a mani nude senza anestesia. Però a pensarci bene, con tutte le differenze che ci sono state tra i miei vari armigeri e armigere (beh, ci sono state anche quelle alla fine...), se scavi bene e ci ragioni un po' sopra un lato comune a tutti c'era: il conflitto. Con se stessi e/o con l'ambiente. Però mi sta già venendo in mente un esempio che viola questa regola. Anzi, un'altro. Anzi, un'altro ancora. Niente da fare, mi sa che il ragionamento era campato per aria. Me n'è venuto in mente un'altro che non c'entra con questa cosa. E un altro. E niente, fava, ho detto una stronzata :D
Stop, ce ne andiamo come siamo venuti, non siamo giunti a nessuna conclusione. Però ora sappiamo che non è una cosa individuabile.
postato da: Neith alle ore 01:51 | Permalink | commenti
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